Analisi Tattica di Rúben Amorim: come giocherà il Milan 2026/2027
“Da giocatore ho avuto molti problemi con Jesus, ma li ho avuti come tutti gli altri, perché Jesus è un allenatore estenuante.
C’è molta intensità e un sacco di informazioni tattiche, spinge costantemente i giocatori, è un perfezionista.
Ho lavorato con lui molti anni ed è ovvio che il mio livello di pretese sia un po’ simile al suo.
Ma non sarò un allenatore come Jorge Jesus, perché abbiamo personalità diverse, anche se sono stato molto influenzato dagli anni trascorsi con lui.
Penso che sarò un tipo tosto, nel senso che sarò fastidioso, perché non riesco a nascondere le cose, ma non sarò come l’allenatore Jorge Jesus.
[...]
Ora, se mi chiedi quale allenatore mi ha influenzato di più come potenziale allenatore, è stato lui.
Quando passi sette anni della tua carriera con lui, lascia il segno.
[...]
Ci sono allenatori che hanno un modo di vedere il gioco che mi piace, come Guardiola, ma per me il punto di riferimento è Mourinho perché vedo il calcio in modo più simile a mr Mourinho, cioè analizza molto bene gli avversari e imposta la sua squadra non solo con un certo modello di gioco, ma pensando anche molto a come adattarsi per vincere.
E io sono un po’ così.”
Rúben Amorim
Fonte: Tribuna Expresso
Rúben Amorim è un allenatore portoghese che ha visto il suo momento di maggiore espressione calcistica in Portogallo, prima con il SC Braga e poi con lo Sporting Lisbona.
Amorim utilizza il 3-4-3 (o 3-4-2-1) come struttura base ed in fase di possesso predilige un calcio posizionale, applicando una costruzione 3+2 che si sviluppa in un’occupazione di tutto il fronte offensivo in ampiezza facendo salire gli esterni di centrocampo, creando un 3-2-5.
In fase difensiva, invece, le squadre di Amorim differenziano nei posizionamenti a seconda che si tratti di primo pressing o blocco difensivo. Se proprio volessimo individuare dei sistemi per identificare le posizioni in campo dei giocatori, potremmo dire che in fase di primo pressing il sistema di riferimento è quello di partenza, un 3-4-3, con i tre attaccanti che pressano i riferimenti, soprattutto con l’intento di indirizzare il possesso avversario sulle fasce dove la squadra di Amorim può creare più facilmente la superiorità numerica e limitare il numero delle giocate avversarie, mentre in fase difensiva inoltrata, il sistema di riferimento è un 5-4-1 con gli esterni di centrocampo che si abbassano sulla linea difensiva e i trequartisti che intasano il centrocampo, formando appunto una linea a quattro.
| Fase di gioco | Sistema |
|---|---|
| Sistema di base | 3-4-3 / 3-4-2-1 |
| Fase offensiva | 3-2-5 |
| Fase di Costruzione | 3+2 |
| Fase difensiva | 5-4-1 |
| Primo pressing | 3-4-3 |
Si può quindi riassumere Rúben Amorim definendolo come un allenatore che predilige il calcio posizionale e il possesso palla in fase di possesso e la grande intensità in fase di non possesso, con pressing e baricentro alto e aggressione immediata una volta persa palla.
Fase di possesso
La fase di Costruzione: come Amorim costruisce l’azione
In fase di costruzione, Rúben Amorim adotta diverse soluzioni su uno schema base abbastanza codificato. Prima di tutto bisogna distinguere tra prima costruzione (quella che parte dal portiere) e costruzione lontano dalla porta:
| Fase di costruzione | Sistema | Descrizione |
|---|---|---|
| Prima costruzione | 3+2 | Il portiere si posiziona in mezzo ai due braccetti con il difensore centrale che avanza in mediana a fianco del centrocampista. Uno dei due mediani, infatti, non rimane in posizione ma avanza, andando ad occupare il mezzo spazio tra centrocampo e trequarti |
| Costruzione senza portiere | 3+1 | La costruzione coinvolge i tre difensori e uno dei due giocatori in mediana, di cui uno rimane basso in appoggio, mentre l’altro avanza nel mezzo spazio tra centrocampo e trequarti |
Costruzione 3+2 con il portiere
Costruzione 3+2 con il portiere: la posizone del difensore centrale
Costruzione 3+1
Costruzione 3+1: posizionamento del mediano
In fase di costruzione, quindi, Amorim prevede l’utilizzo di tre difensori e uno o due giocatori in mediana a seconda della situazione, con in ogni caso uno dei due centrocampisti di ruolo che avanza per agevolare eventualmente l’uscita palla e lo sviluppo dell’azione, mentre l’altro, quello più abile in gestione, rimane arretrato.
Questi interpreti difficilmente faranno scambi di posizionamento o abbandoneranno le loro posizioni, il che suggerisce l’idea di calcio posizionale propria di Rúben Amorim, ovvero quella di un calcio di possesso che in fase di costruzione si traduce in un giro palla non particolarmente frenetico, ma piuttosto volto ad attirare la pressione avversaria.
Lo scopo della costruzione non è infatti tanto quello di procedere centralmente, dove appunto si concentra la pressione avversaria. Qui Amorim tende piuttosto a fare tanta densità, con lo scopo di attirare in questa zona la pressione e lasciare più libertà ai giocatori sugli esterni. È proprio sulle fasce che il Milan tenterà di uscire maggiormente in questa fase, procedendo così con lo sviluppo dell’azione.
Andando maggiormente nello specifico, in fase di costruzione Amorim fa tanto riferimento sui braccetti per attirare gli avversari e sfruttare i giocatori in mediana per aprire sull’esterno con un terzo uomo.
Un’altra opzione è sfruttare, sempre tramite i braccetti, il centro per arrivare al mediano in posizione avanzata. Portando infatti tanti uomini su un lato del campo, l’obiettivo è quello di attirare in questa porzione di campo gli avversari per poi giungere tramite il fraseggio al mediano rimasto alto, che gode di maggiore libertà, e aprire sul lato opposto.
Oltre a queste soluzioni, durante le amichevoli Amorim ha mostrato anche la ricerca diretta del trequartista come opzione. In questo caso, arrivata palla al braccetto, il trequartista di parte compie un movimento a ricevere, abbassandosi ed aprendo uno spazio alle sue spalle che può essere sfruttato dal mediano avanzato per attaccare la profondità.
Si tratta comunque di una soluzione che necessita di particolari condizioni, da ricercarsi soprattutto nelle caratteristiche dei giocatori coinvolti, che devono necessariamente essere giocatori molto dinamici e bravi tecnicamente, svolgendosi tutta l’azione in verticale in zone molto trafficate del campo da gioco.
dentro-fuori con il trequartista a liberare lo spazio per l’nserimento del mediano
Fase di sviluppo: il ruolo degli esterni e i limiti della fase di costruzione
In fase di sviluppo le soluzioni sono diverse, ma ci sono allo stesso tempo alcuni limiti.
Come già accennato mentre si analizzava la fase di costruzione, lo sviluppo può avvenire sfruttando i giocatori in mediana per giungere al trequartista di parte, con lo scopo di andare sulla fascia e sfruttare la velocità e capacità nell’uno contro uno degli esterni di centrocampo. In alternativa, lo sviluppo può avvenire lanciando direttamente verso l’esterno di parte che, galleggiando lungo la linea dei difensori avversari, ha spazio per attaccare la profondità.
Ma facciamo un passo indietro. Lo scopo della costruzione, abbiamo detto, è creare densità tramite il possesso nella propria trequarti per liberare la palla sull’esterno. Questa densità non è casuale, ma serve ad attirare gli avversari e liberare spazi per i sei giocatori avanzati.
Tra questi sei possiamo riconoscere un blocco di cinque giocatori, di fatto quelli predisposti alla fase offensiva, e uno dei due mediani, posizionato dietro la punta. Come detto, uno dei due mediani non partecipa direttamente alla fase di costruzione, ma rimane avanzato. È lui che ha il compito di raccordare i due blocchi, quello difensivo e quello offensivo. I restanti cinque invece, dove i due posizionati larghi per coprire al massimo l’ampiezza sono i due esterni di centrocampo, si posizionano in linea lungo la linea difensiva avversaria, non solo con lo scopo di avere superiorità numerica sulla trequarti offensiva, ma anche per mantenere lontana la linea difensiva avversaria dal blocco in pressing e creare così quello spazio occupato proprio dal mediano avanzato, che spesso si ritrova quindi in una posizione favorevole e privo di una vera e propria marcatura. È libero a questo punto di fare la gestire lo sviluppo e aprire per il lato opposto a dove si è svolta la costruzione.
Lo sviluppo delle squadre di Amorim ha però un limite evidente: la densità in fase di costruzione.
Se questo è infatti il suo pregio principale, e quello che di fatto rende possibile uno sviluppo dell’azione efficace, dall’altro è anche il suo punto debole. Il rischio è quello di non sfruttare la densità per aprire sul lato opposto, rimanendo piuttosto ingabbiati su un solo lato; quello da cui è partita la costruzione.
Uno sviluppo dell’azione di questo tipo richiede delle caratteristiche specifiche nei giocatori di Amorim, che necessariamente devono dimostrare una grande intelligenza tattica e visione di gioco.
Cambio gioco - densità su un lato del campo
Chiaramente, qualora andasse bene, si tratta comunque di una soluzione valida come possiamo vedere nell'immagine.
Cambio campo sull’esterno largo
Ma tutto questo può creare delle difficoltà in fase di rifinitura.
Fase di rifinitura: il compito degli esterni e della punta
Arrivati sulle fasce, la rifinitura dell’azione viene principalmente affidata ai due esterni, che hanno due opzioni:
tentano la giocata individuale saltando il proprio marcatore e creando superiorità numerica.
tentano di risalire il campo, con il supporto del trequartista di parte, tramite triangolazioni veloci volte a liberare spazi in avanti per eventuali inserimenti.
I due esterni di centrocampo, spesso giocatori abili tecnicamente e nell’uno contro uno (ad esempio Trincão se guardiamo ai tempi dello Sporting Lisbona), sono fondamentali nel calcio di Amorim, poiché permettono di sfruttare al massimo il gioco in ampiezza su entrambe le catene laterali, così da arrivare con velocità sul fondo per mettere palloni in mezzo o per premiare gli inserimenti in mezzo all’area.
Un esempio lo abbiamo avuto in occasione dell’amichevole estiva Celtic-Milan sul goal dell’2-2 di Francesco Camarda su assist di Chuckwueze, dove l’esterno nigeriano, dopo un dribbling lungo la fascia, arrivato sul fondo mette un grande pallone in mezzo all’area per l’ottimo colpo di testa dell’attaccante 2008.
Dribbling sull’esterno e attacco dello spazio per crossare
Pallone in mezzo e inserimento in area dell’attaccante
In questa fase, entra anche in gioco la punta, che se finora ha avuto il principale compito di tenere distante la linea difensiva avversaria dalla zona di maggior densità creata in fase di costruzione, e quindi creare quello spazio in mezzo al campo fondamentale durante la fase di sviluppo, in rifinitura viene attivamente coinvolto nel gioco della squadra, con:
movimenti a liberare spazio per i compagni o ad attaccare la profondità.
movimenti a ricevere il pallone per combinare velocemente con i compagni e lanciarli in porta.
Degli esempi in questo caso se ne possono vedere spesso nell’amichevole Milan-Inter, soprattutto tra Leão e Ramos.
L’attaccante si abbassa liberando spazio in profondità per il trequartista
Scambio tra attaccante e trequartista per attaccare la profondità
Fase di finalizzazione: come finalizzerà il Milan di Amorim
Per la finalizzazione, le squadre di Amorim si affidano molto alle giocate dei singoli, di tutti i giocatori disposti lungo il fronte offensivo. Ognuno di questi in maniera differente, attraverso azioni singole o combinazioni con i compagni:
Esterni di centrocampo:
Sono spesso giocatori molto tecnici per cui tentano spesso il dribbling per creare superiorità numerica lungo le fasce, così da arrivare sul fondo e mettere palloni in mezzo o accentrarsi per provare la conclusione o, ancora più frequentemente, servire i propri compagni con passaggi filtranti.
Trequartisti:
Sono i giocatori più associativi e dalla grande personalità. Anche questi sono giocatori particolarmente tecnici, ma a differenza degli esterni hanno doti soprattutto nello stretto. Doti che utilizzano per associarsi con i compagni e servire palloni a premiare l’attacco alla profondità della punta o degli esterni di parte.
Punta:
Si tratta di un giocatore che necessariamente deve essere molto intelligente tatticamente e sveglio nel riconoscere gli spazi. Per questo, deve essere in grado non solo di creare spazi, come visto in fase di rifinitura, ma anche crearseli per liberarsi della marcatura per combinare con un compagno e lanciarlo in un uno contro uno con il portiere o attaccare la profondità con qualità, sia lontano dalla porta, sia contro un blocco basso.
Gonçalo Ramos attrae la pressione per servire l’inserimento di Chukwueze
Transizione offensiva: il vero scopo del possesso in fase di costruzione
”È un calcio di possesso, ma è un calcio di possesso per andare in transizione. Non è arrivare con il possesso sulla trequarti offensiva.”
Luca Balbinetti, Analisi tattica di Rúben Amorim
Fonte: Youtube
Abbiamo più volte sottolineato come il calcio di Amorim sia un calcio basato sul possesso palla, ma sarebbe scorretto sostenere che lo sia in ogni zona del campo.
Il tutto parte ancora una volta dalla fase di costruzione. Qui, abbiamo visto, Amorim ricerca grande densità, ovvero di attirare la pressione avversaria tramite il possesso palla. Abbiamo anche detto che questa densità è finalizzata a svuotare le zone avanzate del campo per poi poter lanciare gli esterni di centrocampo in duelli individuali per risalire il campo verso la trequarti avversaria.
Per essere più precisi, è proprio in questo frangente che le squadre di Amorim accelerano e ribaltano il campo. Passata la fase di costruzione con successo, il campo davanti è tanto ma anche libero, si è quindi liberi di accelerare l’azione e andare in transizione offensiva per finalizzare.
Pallone recuperato a metà campo ed immediata ripartenza
Quali sono i punti deboli della fase di possesso?
Per fare un’analisi tattica di Rúben Amorim completa, è corretto anche parlare di quelli che potenzialmente potrebbero essere i punti deboli a livello tattico, ma anche tecnico, delle squadre di Amorim.
I potenziali punti deboli potrebbero essere:
I braccetti non accompagnano l’azione:
Spesso nel calcio moderno vediamo un atteggiamento dei braccetti di difesa particolarmente propositivo, basti pensare a come giocatori Bastoni, Gvardiol ai tempi di Pep Guardiola con il Manchester City e lo stesso Pavlović la scorsa stagione con Massimiliano Allegri. Questo con Amorim non si vede.
Amorim, infatti, predilige un calcio di tipo posizionale, dove i giocatori sono ritagliati all’interno di una posizione in campo, appunto, ben precisa. È molto difficile assistere a scambi di posizione e questo lo si vede soprattutto con i braccetti, ai quali viene affidato il compito di costruire, controllare il gioco ed eventualmente coprire.
Questa loro staticità però può risultare essere un limite, poiché rende semplice per gli avversari marcarli, in quanto riferimenti statici. Questa è inoltre una considerazione che può essere estesa a tutta la squadra, e deriva appunto dal calcio posizionale. Nel calcio moderno può rendere molto semplice per gli avversari trovare i riferimenti e rendere la fase possesso molto complicata.
La densità in costruzione:
Questo era un aspetto che avevamo già affrontato, il più grande pregio della fase di costruzione è anche il suo limite. Creare tanta densità su un lato del campo porta sicuramente grandi vantaggi, come lo svuotamento delle altre zone di campo, dalla zona tra difesa e centrocampo avversario, molto utile per ribaltare il campo e attaccare la metà campo avversaria centralmente con il mediano rimasto avanzato o i trequartisti, al lato opposto, dove può essere sfruttata la capacità nell’uno contro uno e la velocità degli esterni di centrocampo. Dall’altra parte, però, creare densità nella propria trequarti comporta il rischio di forzare lo sviluppo solo su quel lato, e quindi di non andare a sfruttare la densità stessa per aprire sul lato opposto.
Un altro limite risulta nella distanza dalla porta, pur mettendo caso di superare la pressione degli avversari, aprendo giustamente sul lato opposto o servendo con successo il mediano avanzato, rimane comunque tanto campo davanti.
Autonomia del centravanti:
Quello del centravanti si sa essere, soprattutto nel calcio moderno, un ruolo molto particolare, non basta più essere un attaccante d’area di rigore, ma è necessario avere delle caratteristiche importanti su diversi aspetti: fisici, atletici, intelligenza tattica, movimenti in area e fuori dall’area, capacità di associazione con i compagni.
L’attaccante di Amorim deve avere ognuna di queste caratteristiche. Se infatti è vero che è attorniato dai due trequartisti, è allo stesso tempo vero che il centravanti di Amorim deve essere in grado di fare reparto da solo, tenendo la linea avversaria lontana, riconoscendo gli spazi, posizionarsi in maniera tale da essere servito sia in corsa che in ricezione.
Si tratta di un ruolo dispendioso, anche mentalmente, poiché è destinato ad essere isolato ed il centro della marcatura avversaria, e per questo deve essere in grado di crearsi autonomamente le occasioni, non tanto con giocate individuali, quanto più con movimenti ad hoc a liberarsi ed attaccare la profondità.
Attacco del blocco basso:
Le squadre di Amorim hanno mostrato una certa difficoltà nell’attaccare un blocco basso. Questo perché non sono squadre che sviluppano un possesso volto ad occupare stabilmente la metà campo avversaria, e quindi abituate a schiacciare gli avversari nella propria area. Sono squadre che operano in transizione, che ricercano una certa velocità di azione nel terzo di campo e nell’area di rigore avversaria.
Quando si ritrovano a dover fronteggiare un blocco basso, l’atteggiamento è quindi lo stesso. Si cerca di attaccarlo in transizione, con un giro palla veloce e traversoni dalla trequarti per scavalcare la linea difensiva avversaria.
Il limite quindi in questo caso è la scarsità di soluzioni. Tanto viene richiesto alla personalità dei trequartisti per servire la punta con passaggi filtranti e degli esterni per creare superiorità numerica sulle fasce e mettere palloni in mezzo.
Fase di non possesso
La fase di non possesso delle squadre di Rúben Amorim risulta essere molto più dinamica rispetto a quella di possesso, poiché si adatta molto agli avversari con cui ci si interfaccia, seppur si riscontrino alcuni principi cardine:
Linea difensiva alta
Marcatura uomo su uomo
Riaggressione forte una volta persa palla
Compattezza tra difesa e centrocampo
Sulla marcatura a uomo vi è però da far chiarezza. Spesso si fa riferimento alla fase difensiva di Amorim come molto simile a quella di Gasperini. Come riferimento è in parte calzante, poiché soprattutto i centrocampisti e difensori effettivamente applicano una marcatura a uomo molto stretta. Allo stesso tempo, però, non è una marcatura esasperata come quella delle squadre di Gasperini, non si vedranno infatti gli interpreti lasciare completamente la propria posizione, se non in casi di necessità tattiche eccezionali, ed inseguire il riferimento per tutto il campo. È però vero che la marcatura che viene applicata è aggressiva e decisa, soprattutto quando la squadra di Amorim è in grado di crearne le condizioni, come vedremo tra poco.
Prima pressione: come indirizzare il possesso avversario con un pressing alto
Se proprio si volesse identificare un sistema base per la prima pressione delle squadre di Amorim, potremmo parlare di una sorta di 3-4-3. C’è comunque da considerare il fatto che, trattandosi di una marcatura a uomo, i giocatori non sono necessariamente impostati su questo schema in maniera ordinata, avendo ognuno il proprio riferimento. Non è infatti insolito ad esempio che uno dei due centrocampisti, o addirittura uno dei tre difensori si alzi in pressione a marcare il playmaker avversario (come avvenuto durante l’amichevole contro l'Inter con Tomori che andava sulla mezzala avversaria di parte).
La caratteristica però più incisiva è comunque il posizionamento dei tre giocatori avanzati. La punta e i due trequartisti sono infatti posizionati molto vicini, con l’obiettivo sia di schermare le linee di passaggio per il playmaker avversario, sia per riempire la zona centrale del campo. In questa fase, lo scopo è infatti quello di indirizzare il possesso avversario, non tanto quello di aggredirlo in maniera disordinata.
Posizionamento nella fase di prima pressione
Coprendo la zona centrale di campo si cerca di far muovere il pallone verso le zone più “chiuse” del campo, ovvero le fasce. Condotto qui il possesso degli avversari, parte la vera e propria pressione, con il trequartista di parte e il centravanti ad aggredire con decisione il portatore palla, che idealmente sarà uno dei due braccetti (nel caso di difesa a tre) o il terzino (nel caso di difesa a quattro). Questo fa partire il pressing uomo su uomo anche di tutti i giocatori presenti su quel lato, creando così superiorità numerica in una porzione di campo ristretta e rendendo quindi difficile per gli avversari trovare soluzioni di passaggio semplici e aumentando le possibilità di recuperare il pallone nelle zone avanzate di campo.
Aggressione palla sul giropalla avversario con marcatura a uomo
Creazione superiorità numerica
Fase difensiva: la marcatura a uomo e il 5-4-1
Qualora gli avversari riescano a superare il primo pressing, il sistema in fase difensiva cambia diventando un 5-4-1. In questo sistema, si avranno quindi:
5 difensori: a comporre la linea a 5 troviamo i tre difensori a cui si aggiungono i due esterni di centrocampo, che appunto arretrano sulla linea difensiva.
4 centrocampisti: a comporre la linea a 4 troviamo invece i due mediani a cui si aggiungono i due trequartisti che arretrano a lato del rispettivo centrocampista centrale.
1 centravanti: davanti ci sarà solo la punta, a cui è affidato il compito di coprire il centro e indirizzare il possesso avversario verso le zone laterali del campo.
Fase difensiva: schieramento 5-4-1
Fase difensiva: Posizionamento trequartisti e ali
Durante la fase difensiva si nota ancora di più che in fase di possesso lo studio di Amorim dell’avversario. Questa fase infatti non è lineare nelle modalità, ma appunto si adatta alla squadra che si trova ad affrontare e alle sue caratteristiche.
Come detto però già in precedenza, ci sono dei principi cardine che caratterizzano sempre la fase difensiva delle squadre di Rúben Amorim, tra questi vi sono:
La marcatura a uomo
Il baricentro medio-alto
La compattezza dei reparti
A permettere infatti l’aggressività nel primo pressing è proprio la linea difensiva particolarmente alta. Così facendo, i giocatori di Amorim si trovano già in una zona di campo favorevole per poter applicare un pressing uomo su uomo sui riferimenti e, grazie alla compattezza dei reparti, è possibile farlo in maniera efficace.
Pressione alta in fase di non possesso
Esattamente come in fase di prima pressione, come si è potuto comprendere, lo scopo è portare gli avversari a sviluppare il proprio gioco sulle fasce. Quando ciò avviene, il quinto di parte esce forte in pressione sul portatore, supportato in taluni casi dal trequartista per chiudere le linee di passaggio.
Qualora il pressing sulle fasce abbia successo e si riesca a bloccare lo sviluppo avversario, costringendo la squadra avversaria ad un passaggio arretrato, le squadre di Amorim alzano subito il pressing con il centravanti e i due trequartisti che tornano subito in posizione avanzata. Ciò costringe gli avversari a giocare all’indietro e a velocizzare la giocata, e potenzialmente a sbagliarla, recuperando così il possesso.
Uno degli aspetti su cui però è necessario fare più attenzione è la fase difensiva degli esterni. Essendo giocatori particolarmente offensivi, sono spesso poco predisposti alla fase difensiva, non tanto però nella volontà e nell’applicazione, quanto più nella qualità ed efficacia degli interventi. Spesso infatti non percepiscono correttamente il pericolo di un’azione avversaria, finendo per fare interventi incerti, lasciando passare palloni pericolosi, o al contrario troppo eccessivi. Per questo motivo, le squadre di Amorim spesso soffrono sui lati.
Amorim sopperisce comunque a questa mancanza facendo supportare l’esterno da un compagno, spesso del braccetto o mediano di parte essendo quello più immediato, o dal trequartista quando in posizione avanzata.
Riaggressione palla: cosa succede quando le squadre di Rúben Amorim perdono palla
Merita un capitolo a sé la riaggressione del pallone. Uno dei tratti tipici delle squadre di Amorim è proprio l’atteggiamento in caso di perdita del pallone. In questi casi, Amorim richiede una riaggressione decisa del portatore non appena il possesso viene perso, con lo scopo chiaramente di recuperare fin da subito il pallone, soprattutto nelle zone avanzate di campo, per sfruttare eventuali spazi derivanti dai cambi di movimento dei giocatori avversari e cogliere così impreparata la difesa.
Riaggressione palla feroce
Quali sono i principi del calcio di Rúben Amorim?
Fase di possesso:
Calcio posizionale
Possesso palla
Densità in costruzione
Ribaltamento del campo
Fase di non possesso:
Marcatura a uomo
Indirizzamento del possesso avversario
Riaggressione decisa