La storia di Rúben Amorim: chi è il nuovo allenatore del Milan?

 
Rúben Amorim è il nuovo allenatore del Milan

Rúben Amorim, la carriera da giocatore e da allenatore

 

L’infanzia di Rúben Amorim

 

“Da bambino adoravo guardare il Benfica e il Milan.

Ricordo di aver visto le registrazioni del Milan con Maldini , Baresi, Gullit, Rijkaard, Savicevic… I miei sogni d’infanzia erano giocare per il Benfica e per il Milan. Uno l’ho realizzato.

Ora devo fare l’allenatore nell’altro!”

Rúben Amoirm

Fonte: Tribuna Expresso

 
Rúben Amorim da bambino in tuta da hockey su pista

Rúben Amorim da bambino con la sua squadra di hockey su pista

 

Ebbene sì, Rúben. Hai realizzato anche il tuo altro sogno. Ora sei il nuovo allenatore del Milan. Ora sei allenatore di quella squadra che guardavi, e che adoravi guardare, da bambino.

Ma la tua storia inizia tanto tempo fa. Raccontiamola quindi a chi vuole scoprirla.

Partiamo da qui:

 

“Non mi vedevo come allenatore. [...]

Non so se sarò bravo o meno, ma lo sarò.”

Rúben Amoirm

Fonte: Tribuna Expresso

 

Nonostante l’età, Amorim ha sempre mostrato inclinazioni di leadership. Sin dalle elementari.

 

“Lui amava il calcio. Era un leader. Preparava sempre le partite durante gli intervalli, dicendo ai suoi compagni come posizionarsi: ‘Tu vai qua, tu vai là’.”

Paula Abreu, maestra delle elementari di Rúben Amorim

Fonte: The Athletic

 

Quindi, forse, Rúben Amorim non si vedeva come allenatore, né da ragazzino, né da giocatore. Ma probabilmente era un qualcosa che ha sempre avuto dentro, in parte sopito.

 

Le giovanili del Benfica e la carriera da giocatore di Rúben Amorim

 

Si sà. Queste dichiarazioni sono quasi sempre romanzate, ma è bello creare quella magia, quell’alone che fa viaggiare la mente e la inganna come se fosse stato da sempre tutto scritto.

Ma torniamo a quello che sappiamo per certo. Amorim, nato il 27 gennaio 1985 a Lisbona, entrò a far parte delle giovanili del Benfica nel 1994, quando aveva 9 anni. Velocemente conquistò Jose Morais, futuro assistente di Jose Mourinho all'Inter, al Real Madrid e poi al Chelsea e, allora, allenatore delle giovanili appunto al Benfica. Gli consegnò presto la fascia di capitano. Rúben, ricorda Morais, mostrava molta sicurezza, tranquillità e maturità per la sua età. Caratteristiche particolari per un bambino tanto giovane, ma che un capitano deve necessariamente avere.

 

“Divenne capitano grazie alla sua qualità nel parlare con i compagni; era un'influenza positiva, un modello per gli altri. [...] Era instancabile, un combattente, dinamico sia in attacco che in difesa. Non mollava mai, dava sempre tutto. Un bambino con carisma.”

Jose Morais, allenatore di Rúben Amorim nelle giovanili del Benfica

Fonte: The Athletic

 
 

La chiamata del Benfica era una storia forse scritta nel destino di Rúben, che non ha mai nascosto il suo amore per le Águias (ndr le Aquile), tanto che ci passò gran parte della sua carriera da giocatore.

 
Anno Squadra
2003 CF OS Belenenses
2008 SL Benfica
2012 SC Braga
2013 SL Benfica
2015 Al-Wakrah SC
2016 SL Benfica
2017 Ritiro
 

Quella al Belenenses fu una parentesi particolarmente importante per la sua carriera, soprattutto da allenatore. La squadra della freguesia di Bélem, a Lisbona, era allenata da un certo Jorge Jesus, attuale allenatore del Portogallo e storico allenatore portoghese. Jesus allenò Amorim per buona parte della sua carriera da giocatore.

Fu una relazione particolare la loro, non che avessero un rapporto speciale come molti credono (lui stesso lo ha dichiarato nel 2017 a Tribuna Expresso), ma lo stesso Amorim ne parla con ammirazione, come un allenatore molto importante della sua carriera. D’altronde passarono ben sette anni insieme. Amorim lo ricorda però anche come un allenatore “estenuante”.

 

“Da giocatore ho avuto molti problemi con Jesus. Ma li ho avuti come tutti gli altri, perché Jesus è un allenatore estenuante.

C’è molta intensità e un sacco di informazioni tattiche, spinge costantemente i giocatori. È un perfezionista.

[...]

Ora, se mi chiedi quale allenatore mi ha influenzato di più come potenziale allenatore, è stato lui.

Quando passi sette anni della tua carriera con lui, lasci il segno.”

Rúben Amorim, intervista a Tribuna Expresso

Fonte: Tribuna Expresso

 

Il passaggio al Benfica nell’aprile del 2008 era naturale, Amorim è sempre stato un grande tifoso, non l’ha mai nascosto, ma è stato altrettanto azzardato. Proveniva da un club molto piccolo e stava per firmare per uno dei club più grandi del Portogallo e dell’Europa.

 

“Mi hanno detto mille volte di scegliere altre squadre perché venendo da un club piccolo, non avrei avuto possibilità, mi sarei solo bruciato.

All’epoca, fu una decisione che presi senza un motivo preciso, seguendo solo il cuore. E sono felice. Perché da bambino adoravo guardare il Benfica e il Milan.”

Rúben Amorim, intervista a Tribuna Expresso

Fonte: Tribuna Expresso

 
Rúben Amorim mentre era giocatore del Benfica

Rúben Amorim in una partita con il Benfica

 

Al Benfica ci rimase per 8 anni con alcune avventure intermedie al SC Braga e al Al-Wakrah SC, rispettivamente nel 2012 e nel 2015, fino al suo ritiro avvenuto a 32 anni.

 

La carriera da allenatore e le influenze

 

Con il ritiro inizia la sua carriera da allenatore, con ambizioni importanti ma anche un’identità chiara del modo in cui avrebbe voluto far giocare le proprie squadre.

Amorim, come approfondiremo nell’analisi tattica, prende grande ispirazione, quantomeno nel sistema, da Jorge Jesus e, nella gestione del gruppo e metodologie di allenamento, da Jose Mourinho.

 

“Mourinho e Jesus sono grandi allenatori, ma Rúben ha il suo modo di comunicare e costruire la squadra. Non sta cercando di essere qualcun’altro.”

Tiago Ribeiro, agente e amico di Amorim

Fonte: The Athletic

 

Amorim non nasconde infatti il suo grande rispetto per i due allenatori portoghesi, ma d’altra parte ci tiene anche a definirne chiaramente le differenze.

 

“Ho lavorato molto con lui (ndr Jorge Jesus) per molti anni ed è ovvio che il mio livello di pretese sia un po’ simile al suo.

Ma non sarò un allenatore come Jorge Jesus, perché abbiamo personalità diverse, anche se sono stato molto influenzato dagli anni trascorsi con lui.

Penso che sarò un tipo tosto, nel senso che sarò fastidioso, perché non riesco a nascondere le cose, ma non sarò come l'allenatore Jorge Jesus.”

[nell’intervista, la giornalista e allenatrice Mariana Cabral, chiede ad Amorim quali squadre gli piacesse guardare]

“Mi piace guardare il Napoli (ndr al tempo allenato da Maurizio Sarri) perché è una squadra molto forte tatticamente, e mi piace lo United perché Mourinho è il mio punto di riferimento.

Ci sono allenatori che hanno un modo di vedere il gioco che mi piace, come Guardiola, ma per me il punto di riferimento è Mourinho perché vedo il calcio in modo più simile a Mister Mourinho, cioè analizza molto bene gli avversari e imposta la sua squadra non solo con un certo modello di gioco, ma pensando anche molto a come adattarsi per vincere.

E io sono un po’ così.”

Rúben Amorim, intervista a Tribuna Expresso

Fonte: Tribuna Expresso

 
 

Le vicende al Casa Pia

 

Con queste premesse, Rúben Amorim inizia la sua carriera da allenatore, anche se non con qualche peripezia. Carlos Pires, direttore sportivo del Casa Pia, nell’estate del 2018 decide di ingaggiare Amorim per allenare la prima squadra, identificandolo come “l’allenatore perfetto”.

Pires infatti vedeva in Amorim le caratteristiche ideali per dirigere la squadra.

 

“Sa sempre cosa dire in ogni momento della partita. Comprende ogni momento fuori dal campo e sa come guidare una squadra come pochi.”

Carlos Pires, direttore sportivo del Casa Pia nel 2018

Fonte: The Athletic

 
Rúben Amorim e José da Paz Reis assieme allo staff al Casa Pia

Rúben Amorim, José da Paz Reis (alla destra di Amorim) e staff al Casa Pia

 

Il problema? Il ruolo. Amorim venne registrato dal club nel ruolo di “treinador estagiário” (ndr allenatore tirocinante) del Casa Pia, di fatto al di sotto del “treinador principal” (ndr allenatore principale) José da Paz Reis. Tutto nella norma, potremmo dire. I ruoli sono ben definiti e Amorim è lì per imparare.

Il 22 gennaio 2019, il Casa Pia, dopo la vittoria per 2-1 contro il Louletano di Loulé, l’ottava delle ultime dieci partite, occupava il secondo posto in Série D del Campeonato de Portugal.

Il 22 gennaio 2019, il Casa Pia, dopo la vittoria per 2-1 contro il Louletano di Loulé, l’ottava delle ultime dieci partite, venne sanzionato.

Il motivo fu che Amorim venne scoperto impartire indicazioni dalla panchina senza averne le qualifiche.

Il Consiglio di Disciplina della FPF stabilì nei suoi acórdãos (ndr sentenze) che Amorim non stava, infatti, esercitando il ruolo di tirocinante all’interno del club, quanto più quello di primo allenatore, senza però appunto averne i titoli.

Per allenare legalmente il Casa Pia, allora militante nella Série D portoghese, Amorim avrebbe dovuto possedere il patentino Grau II (ndr il patentino di 2° Livello) del corso per allenatori della Federazione Portoghese (FPF).

Stando a quanto indicato dalla UEFA, il 2° Livello, che corrisponderebbe alla licenza UEFA B, permetterebbe di allenare tutte le categorie giovanili o dilettantistico senior. C’è infatti da considerare che, sebbene attualmente la terza divisione, in cui il Casa Pia militava ai tempi dei fatti, sia un campionato professionistico (Liga 3), al tempo, costituiva il primo livello del calcio dilettantistico, rendendo necessario possedere almeno il patentino UEFA B per allenare.

 
Rúben Amorim al Casa Pia durante un allenamento

Rúben Amorim durante una seduta di allenamento al Casa Pia

 

“Fu un brutto periodo per lui e per noi. Disse: ‘Se non me ne vado, sarà peggio per la squadra. E non voglio questo.' Piangeva. Aveva creato un’atmosfera meravigliosa. Cosa faremo senza di lui?”

Bruno Simão

Fonte: The Athletic

 
Rúben Amorim e Bruno Simão da bambini

Rúben Amorim (a destra) e Bruno Simão (a sinistra) nelle giovanili del Benfica

 

La sentenza del Consiglio Disciplinare della Federazione Calcistica Portoghese (FPF) prevedeva una penalizzazione di sei punti e una multa di €14.000 per il club, oltre che la sospensione di Rúben Amorim per tre mesi e dall’esercizio delle funzioni per un anno. La sentenza ha previsto anche una multa di €2.600 a carico dell'allenatore portoghese.

In seguito alla decisione del CD, la decisione di Amorim fu netta. Nonostante la scelta del Tribunal Arbitral do Desporto di sospendere le sanzioni in seguito al ricorso e alla richiesta di ingiunzione presentati dal club e dai suoi allenatori, Amorim decise di dimettersi.

 

Ufficiale: Rúben Amorim è il nuovo allenatore dello Sporting Braga (B)

 

Dopo pochi mesi dalle sue dimissioni dal Casa Pia, non tardò ad arrivare una nuova offerta. Questa volta proveniente da un club di sua conoscenza: il SC Braga.

Lo storico presidente António Salvador scelse proprio Amorim per realizzare le ambizioni del club all’interno del suo settore giovanile.

Amorim, infatti, inizialmente venne ingaggiato nell’estate 2019 come allenatore del Braga B, militante nello stesso campionato del Casa Pia (il Campeonato de Portugal), con l’obiettivo di “formare uomini e giocatori, portandoli al livello della prima squadra”. Un focus quindi totale sui giovani.

 
Rúben Amorim al Braga durante una seduta di allenamento

Rúben Amorim allo Sporting Braga

 

Il percorso inizia nel migliore dei modi, accumulando ben otto vittorie, due pareggi ed una sola sconfitta, con una incredibile media punti di 2,36 punti a partita.

A dicembre succede però un fatto inaspettato. L’allenatore della prima squadra, Ricardo Sà Pinto viene esonerato, a prima vista in maniera abbastanza eclatante. D'altronde, il tecnico, allora quarantasettenne, fece un ottimo percorso in Europa League, collezionando otto vittorie e due pareggi tra playoff e fase a gironi, conquistando il primo posto in quest’ultima.

Le ragioni che spinsero il presidente António Salvador a compiere questa scelta non sono infatti da ricercarsi nel percorso europeo, appunto ottimale, quanto più in quello del campionato.

Lo Sporting Braga mostrò qui una notevole incostanza nei risultati finendo catapultato all’ottavo posto. In quattordici partite, la squadra di Sà Pinto collezionò solamente cinque vittorie, tre pareggi e addirittura sei sconfitte.

Salvador, visti quindi i risultati, si vide costretto ad esonerare l’allenatore ed il suo staff il 23 dicembre 2019. Nonostante il giorno prima, il 22 dicembre 2019, Sà Pinto ottenne una grande vittoria per 1-4 contro il Paços de Ferreira in coppa nazionale.

Lo stesso giorno in cui venne comunicato l’esonero di Sà Pinto, il presidente António Salvador annuncia la promozione di Rúben Amorim ad allenatore della prima squadra. È da questo momento che inizia l’ascesa incredibile di Amorim, confermandosi in pochissimi anni come uno dei migliori allenatori del Portogallo e attirando le attenzioni di altri grandi club europei.

Con il Braga prima squadra, collezionerà in realtà solo tredici partite: dieci vittorie, un pareggio e due sconfitte, con una impressionante media punti di 2,38 punti a partita.

Ciò che sorprende non è “solo” questo. Nel poco tempo passato nel club, Amorim ottiene risultati altisonanti contro le big del campionato, sfoggiando un calcio divertente e identitario, iniziando qui a sviluppare il suo 3-4-3 con calcio posizionale e riferimento a uomo che troverà piena espressione nei successivi anni allo Sporting Lisbona.

Il traguardo più grande è stato sicuramente la conquista della Taça da Liga, dopo una roboante vittoria per 1-0 contro il Porto di Conceiçao, a coronamento del grande percorso.

 
Partita Risultato Competizione Giornata
Belenenses - Braga 1 -7 Liga Portugal 15
Braga - Tondela 2 - 1 Liga Portugal 16
Porto - Braga 1-2 Liga Portugal 17
Braga - Sporting Lisbona 2 - 1 Allianz Cup semifinale
Braga - Porto 1 - 0 Allianz Cup finale
Moreirense - Braga 1 - 2 Liga Portugal 18
Braga - Sporting Lisbona 1 - 0 Liga Portugal 19
Braga - Gil Vicente 2 - 2 Liga Portugal 20
Benfica - Braga 0 - 1 Liga Portugal 21
Glasgow Rangers - Braga 3 - 2 Europa League Sedicesimi di finale
Braga - Vitória Setúbal 3 - 1 Liga Portugal 22
Braga - Glasgow Rangers 0 - 1 Europa League Sedicesimi di finale
Marítimo - Braga 1-2 Liga Portugal 23
Braga - Portimonense 3 - 1 Liga Portugal 24
 

L’addio al Braga e la storia con lo Sporting Lisbona

 

“Io e Rúben Amorim eravamo convinti che l’obiettivo fosse quello di diventare campioni nel medio termine.”

António Salvador

Fonte: Record

 

Come noto, a marzo 2020, Amorim lascia il SC Braga per abbracciare il progetto dello Sporting Lisbona con gran dispiacere del presidente del club di Braga. Con Amorim si era cominciato un progetto molto ambizioso e che aveva già fin da subito dato i suoi frutti.

La vittoria della coppa di lega e le ottime prestazioni avevano creato un’atmosfera incredibile e non c’era alcuna intenzione di privarsi del proprio allenatore, tanto che lo stesso Salvador, nella sezione “Duas de Letra” dei social media del club già durante la stagione, quando ci fu un interessamento dello Sporting per Amorim, disse le seguenti parole:

 

“Ho detto allo Sporting che non eravamo interessati a venderlo, soprattutto perché stavamo disputando una stagione fantastica e lui era fondamentale per dare quel ‘click’ ai nostri giocatori.”

António Salvador

Fonte: Publico

 

Furono però le richieste dell’allenatore a spingere la dirigenza a lasciar andare Amorim, vista la sua “disponibilità ad accettare un altro progetto”.

“I contratti vanno rispettati” però, e visto che lo Sporting era disposto a pagare la clausola rescissoria, Salvador fu chiaro sin dal principio:

 

“Non ci sarà alcuna rescissione del contratto.”

António Salvador

Fonte: Publico

 

Con solo 2 mesi di esperienza nella massima lega portoghese, lo Sporting Lisbona paga la clausola rescissoria di €10 milioni al Braga (tra le cifre più alte pagate per liberare un allenatore nella storia del calcio) e ingaggia Rúben Amorim.

Jose Chieira, capo scout di Amorim allo Sporting Lisbona, rimase estasiato sin dal primo colloquio con il tecnico portoghese, dove dichiarò al direttore Hugo Viana:

 

“Questo ragazzo è completamente differente!”

Jose Chieira

Fonte: The Athletic

 

A stagione in corso, il 5 marzo 2020, il presidente Federico Varandas ufficializza il passaggio di Rúben Amorim dallo Sporting Braga allo Sporting Lisbona allo stadio Josè Alvalade.

 
Rúben Amorim allo Sporting Lisbona durante una seduta di allenamento

Rúben Amorim allo Sporting Lisbona

 

Non era di certo un buon periodo per diventare allenatore dei Leões. Amorim però è diverso. Porta un’aria, un’atmosfera, diversa.

 

“C’erano molti problemi e cambiamenti allo Sporting. Ogni dipartimento stava venendo ricostruito da zero. Quando Rúben arrivò, portò con sé una cultura differente al club, alla dirigenza, a tutti. Era completo, più grande di tutto. C’è un tempo prima e dopo Rúben Amorim.”

Jose Chieira

Fonte: The Athletic

 

Parole che possono sembrare esagerate, ma, giusto per contesto, questa fu una delle domande poste ad Amorim il giorno della sua presentazione:

 

“Lei arriva allo Sporting che non vince un titolo da 18 anni. Lo stadio è vuoto a metà per la contestazione dei tifosi. Il presidente ha speso 10 milioni per portarla qui come se lei fosse un giocatore e i tifosi sono furibondi perché la squadra è finita nelle mani di un benfiquista (ndr tifoso del Benfica) come lei, che del Benfica da giocatore è stato una bandiera. Non le sembra che ci siano tutte le condizioni perché tutto vada male?”

giornalista alla conferenza stampa di presentazione di Amorim

Fonte: Youtube

 

La risposta di Amorim diventerà simbolo della scalata che ne seguirà.

 

“E se corre bem?”

[traduzione]

“E se va bene?”

Rúben Amorim alla conferenza stampa di presentazione

Fonte: Youtube

 

E aggiunge:

 

“Sono un professionista e sono un fanatico della vittoria. Qualche settimana fa ho dato l’esempio a tutte le squadre del Portogallo. Il mio obiettivo è difendere questo club, proprio come ho difeso Casa Pia. Il mio impegno è lo stesso ovunque. Conosco la grandezza di questo club, sono stato un avversario, non nascondo il mio passato, e da avversari ne conosciamo la grandezza. Conosco la grandezza dello Sporting. Nessuno qui vuole vincere più di me, lo dico con assoluta certezza.”

Rúben Amorim alla conferenza stampa di presentazione

Fonte: Record

 

Questo è l’inizio.

Questa è la fine:

 

“Rúben Amorim… não nasceste ‘nosso’... mas és ETERNAMENTE NOSSO!!!”

[traduzione]

“Rúben Amorim… non sei nato ‘nostro’... ma sarai PER SEMPRE NOSTRO!!!”

Tito Arantes Fontes

Fonte: Universo Sporting

 
Rúben Amorim vince il campionato portoghese che tiene la coppa in mano con il suo staff

Rúben Amorim vince il campionato con lo Sporting Lisbona

 

Allo Sporting Lisbona, Amorim fa la storia e cambia la storia. Non solo dello Sporting, ma del Portogallo tutto.

Nella sua prima stagione, lo Sporting Lisbona conquista la Taça da Liga (la seconda consecutiva per Amorim dopo quella con l’SC Braga dell’anno prima; e ne conquisterà addirittura un’altra nella stagione successiva), e il campionato, che lo Sporting CP non vinceva da 19 anni (ne vincerà un altro nella stagione 2023/2024).

Amorim ha avuto il grande merito di alzare nettamente il livello dello Sporting Lisbona, portandolo nuovamente a competere con Benfica e Porto.

Fino a quel momento, si poteva infatti considerare lo Sporting come la 3ª o 4ª forza del campionato. Porto e Benfica erano troppo superiori. Un livello decisamente più alto.

Ma non solo risultati in bacheca, anche sul campo, nei principi di gioco. Amorim, allo Sporting, si può dire con certezza, raggiunse la sua massima espressione calcistica, cambiando il calcio in Portogallo.

Amorim propose un calcio dai principi distintivi, con una fase difensiva di ispirazione gasperiniana con un uno contro uno tutto campo, tanto fraseggio in fase di possesso e tante imbucate davanti (clicca qui per l’analisi tattica di Rúben Amorim).

In Portogallo, fu così determinante da creare una certa legacy, un retaggio competitivo e tattico che influenza la liga portoghese ancora oggi.

Da una parte, c’è stata l’interruzione del duopolio Benfica-Porto; Amorim infatti ha portato linfa vitale allo Sporting facendolo arrivare per due volte in quattro anni al vertice del campionato. Dall’altra, Amorim ha cambiato totalmente l’equilibrio tattico fino a quel momento vigente in Portogallo; le squadre portoghesi, soprattutto di vertice, hanno sempre prediletto una linea difensiva a quattro abbastanza elastica, ricordiamo ad esempio Roger Schmidt al Benfica o Sergio Conceição al Porto, il primo impostato su un 4-2-3-1 di base e il secondo su un 4-4-2. Con Amorim tutto questo cessa di esistere.

Non bisogna poi dimenticare il lavoro fatto con i giocatori. La gestione di Amorim del materiale umano dello Sporting fu di altissimo livello, portando al club plusvalenze enormi.

Tra queste ci sono:

 
Giocatore Prezzo d'acquisto Prezzo di vendita
Manuel Ugarte € 12,5 mln € 60 mln
Matheus Nunes € 950 k € 47,4 mln
Nuno Mendes € 750 k € 38 mln
Pedro Porro € 8,5 mln € 45 mln
Viktor Gyökeres € 20 mln € 63,5 mln + 10 mln di bonus
 

Cosa non ha funzionato al Manchester United?

 

Nel 2024 arriva la chiamata del Manchester United, l’esito è noto a tutti ma è interessante anche cercare quantomeno di comprendere come è possibile che un tecnico preparato, serio e che tanto aveva fatto in patria, sia finito per essere esonerato dopo 14 mesi, di fatto senza ottenere risultati.

Stando a quanto scritto da Rob Dawson, giornalista di ESPN, non c’è mai davvero stata fiducia nel progetto Amorim, sin dagli inizi.

Facciamo però un po’ di contesto, così da poter meglio comprendere in che situazione si trovava il Manchester United al tempo della nomina di Rúben Amorim sulla panchina dei Red Devils.

Amorim, anche allo United, eredita una situazione che definire tragica vorrebbe dire usare parole di cortesia. Ten Hag, durante i suoi anni sulla panchina non è mai davvero riuscito fino in fondo a dare una struttura alla squadra, i giocatori non avevano alcuna sicurezza nei propri mezzi. Nessuna identità. La società era di fatto allo sbando. Molti hanno visto in questo il motivo primo dei continui fallimenti dei Red Devil. Non era infatti da Ten Hag che si registrava questo andamento in casa Manchester United, ma bensì dall’addio di Sir Alex Ferguson.

Gli stessi giocatori, allenatore, o allenatori, non erano considerati all’altezza di vestire o rappresentare il club.

 

“Quando hai una squadra piena di mediocrità ed un allenatore di ugual categoria, lo United è esattamente dove dovrebbe essere.”

Mark Ogden, giornalista di ESPN

Fonte: ESPN

 

Grandi demeriti della situazione vengono affidati anche alla gestione della società da parte degli allora proprietari Joel e Avram Glazer, come anche Ed Woodward prima e Richard Arnold poi. Erano loro i responsabili della costruzione della squadra e di tutta la parte sportiva del club.

Il 20 febbraio 2024 viene poi formalizzata la cessione delle quote e della gestione sportiva dalla famiglia Glazer a Jim Ratcliffe, che acquisendo ufficialmente una quota azionaria del 25%, per poi finire per acquisirne il 29%, diventa il nuovo socio di minoranza del club. In molti vedevano in Jim Ratcliffe un turning point. È infatti con lui che arriva Rúben Amorim, incaricato di rimettere in piedi a livello sportivo un club che fino a quel momento stava ottenendo risultati troppo altalenanti.

Come detto, però, fin da subito Amorim non gode della fiducia di tutto il board della società. Jim Ratcliffe, non appena assunse il controllo della parte sportiva, riunì l’esecutivo per discutere della direzione del club e qui venne subito proposto il nome di Rúben Amorim, tecnico emergente in patria, ma di poca esperienza.

Era un rischio.

Amorim aveva una filosofia di gioco ben delineata che poco si sposava con le caratteristiche della squadra. Sarebbero stati necessari investimenti di capitali che il club non aveva a disposizione. Nonostante questo, però, venne data fiducia alle idee del nuovo socio.

Il 1° novembre 2024, Rúben Amorim viene annunciato come nuovo tecnico del Manchester United. L’esito è ben noto, il 5 gennaio 2026 Amorim viene esonerato. Anche qui ci sarebbe da discutere e aprire un capitolo a parte, tra fratture con la società e risultati sportivi scadenti.

 
Rúben Amorim dopo una partita con il Manchester United

Rúben Amorim al Manchester United

 

Da una parte, infatti, il rapporto con tra Amorim e la dirigenza, in particolare con il direttore sportivo Jason Wilcox e lo stesso delegato alla gestione dell’area tecnica Jim Ratcliffe, si era sempre più logorato nel tempo, fino ad arrivare ad una totale rottura quando prima gli venne fatta richiesta di cambiare il sistema di gioco e, fondamentalmente, di abbandonare la difesa a tre. La risposta di Amorim fu, anche questa volta, emblematica:

 

“Neanche il Papa mi farà cambiare idea.

È mia responsabilità. È la mia vita.

Se fossi un giocatore e avessi un allenatore con tanta pressione addosso a cui venisse detto: ‘Devi cambiare sistema’ e io [allenatore] lo cambio. I giocatori mi guarderebbero in maniera diversa.

Per questo non cambierò, ma ci sarà un’evoluzione.”

Rúben Amorim

Fonte: The Guardian

 

Poi per la mancanza di chiarezza. Le lamentele di Amorim verso la dirigenza non si fermarono comunque qui. Ben nota è anche la conferenza stampa dove testimonia quanto neanche a livello societario sia ben chiara l’organizzazione.

 

“Sono venuto per essere il manager del Manchester United, non per essere l’allenatore.”

Rúben Amorim

Fonte: BBC

 

Dall’altra parte, Amorim non è esente da colpe. Ottenne solo 24 vittorie su 63 partite giocate. Il 38,1%, troppo poco per un club come il Manchester United.

Definire però l’avventura di Amorim un totale fallimento, in termini sportivi, non sarebbe totalmente corretto.

È possibile infatti individuare alcuni punti in cui Amorim ha ottenuto risultati significativi:

  1. Ha ridato credibilità ad alcuni giocatori, come Harry Maguire, Diallo e Casemiro.

  2. Ha dato al Manchester United un’identità (o quantomeno uno stralcio).

  3. Ha convinto Bruno Fernandes a rimanere quando era in rottura con la società.

  4. Ha mantenuto il controllo dello spogliatoio (non senza fatica, ma era un risultato mai raggiunto dai suoi predecessori).

Inoltre, non bisogna dimenticare che Amorim, nonostante tutto, è stato esonerato sesto in classifica, con il secondo attacco più prolifico del torneo fino a quel momento. C’è comunque però da sottolineare le difficoltà difensive, dove Amorim registrò una media goal concessi di 1.53 per partita, precisamente, 72 goal concessi in totale nei 47 match di Premier giocati.

Le difficoltà difensive sono ancora più evidenziate dalla continua variazione degli interpreti.

Inoltre, Amorim registrò anche la media punti (PPG, Point Per Game) peggiore, se comparato con i cinque allenatori dello United che lo precedettero.

 
Allenatore N° partite Media punti
Rúben Amorim 47 1,23
Ralf Rangnick 24 1,54
David Moyes 34 1,68
Erik Ten Hag 85 1,72
Ole Gunnar Solskjaer 109 1,81
Jose Mourinho 93 1,89
 

Rúben Amorim è il nuovo allenatore del Milan

 

Il 16 giugno 2026, Rúben Amorim viene nominato allenatore del Milan.

Le parole di Gerry Cardinale sono esplicative di tutto il processo decisionale che ha condotto alla figura di Amorim:

 

“Giocheremo per vincere.

Non giocheremo per perdere.

Giocheremo per vincere.”

Gerry Cardinale, conferenza stampa di presentazione di Rúben Amorim

Fonte: Conferenza Stampa

 

Già solo queste dichiarazioni sembrano rompere completamente con quanto visto in passato nell’atteggiamento con cui la squadra approccerà le partite.

 
Rúben Amorim e Gerry Cardinale in visita a Milanello

Rúben Amorim e Gerry Cardinale in visita a Milanello

 

In un certo senso, Gerry Cardinale ha esposto quanto ha visto in passato, le sensazioni che ha avuto vedendo il Milan nelle scorse stagioni dichiarando che quello è l’obiettivo da non perseguire.

Con queste parole fa quindi sia una dichiarazione di intenti ben precisa, indicando una guida chiara e netta (di berlusconiana memoria), ma precisa anche quali siano stati i motivi che hanno spinto alla scelta di Rúben Amorim.

Motivi che spiegherà nelle frasi successive.

 

“Ciò significa che punteremo ad avere un gioco che permetterà di raggiungere questo obiettivo. Ovvero, un gioco basato su pressing alto, possesso palla. Uno stile di gioco offensivo.

Sarà un calcio emozionante, divertente da guardare e con tanti goal.

Voglio anche creare una cultura qui. Sono rimasto fuori finora, ma il segnale ora è ‘questi giorni sono finiti’. Io ci sono. Sono qui. Sono responsabile. Ma ho anche grandi uomini attorno a me, e questo team ha lavorato vicino a me in quest’ultimo mese e mezzo per arrivare al punto in cui Rúben Amorim è una parte fondamentale (ndr Gerry Cardinale precisamente parla di “foundation stone”, fondamenta) del nostro progetto.”

Gerry Cardinale, conferenza stampa di presentazione di Rúben Amorim

Fonte: Conferenza Stampa

 

Durante la conferenza stampa, Amorim ha anche lasciato molti spunti tattici e riguardanti la rosa.

Clicca qui per approfondire gli aspetti tattici del calcio di Rúben Amorim e come si potrebbero coniugare nella rosa del Milan.

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Analisi Tattica di Alberto Aquilani: come gioca il Sassuolo 2026/2027?

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Analisi Tattica di Rúben Amorim: come giocherà il Milan 2026/2027