L’Atalanta di Maurizio Sarri nella stagione 2026/2027 gioca con un modulo base 4-2-3-1 con un posizionamento in costruzione a 3+2: portiere e due centrali difensivi formano la prima linea, i due centrocampisti offrono densità centrale, mentre i terzini si allargano nel mezzospazio per sviluppare l’azione sulle fasce e rifinire l’azione con l’aiuto dei giocatori sulla trequarti. In fase difensiva, la squadra oscilla tra un 4-5-1 e un 4-3-3, con marcatura mista tra riferimento a zona e marcatura a uomo a seconda del ruolo in campo per recuperare palla nelle zone in cui l’Atalanta ha più qualità e ripartire velocemente.
| Fase di gioco | Sistema |
|---|---|
| Sistema di base | 4-2-3-1 |
| Fase di costruzione | 3+2 |
| Fase difensiva | 4-5-1 |
| Primo pressing | 4-3-3 |
Come sappiamo, l’Atalanta iniziò il campionato con un modulo differente, il 4-3-3 tipico di Sarri, optando recentemente però per un cambio modulo, passando come visto al 4-2-3-1.
Capiamo quindi quali sono le differenze e i principi alla base del nuovo modulo ideato da Maurizio Sarri.
Fase di possesso
La fase di Costruzione dell’Atalanta: come costruisce l’Atalanta di Sarri?
Parlando della fase di costruzione dell’Atalanta, si parla di una costruzione che sulla carta sarebbe un classico 3+2 con il coinvolgimento del portiere in prima costruzione. In realtà, Maurizio Sarri ha ideato per la dea una costruzione leggermente più complessa, che prevede un ruolo importante anche per i terzini, i quali si posizionano larghi nel mezzo spazio tra la linea dei difensori e i centrali.
La costruzione prevede quindi:
linea a 3: portiere + 2 centrali difensivi
linea a 2: 2 centrocampisti
Costruzione 3+2 con terzini larghi
Lo scopo della costruzione di Maurizio Sarri è andare sulle fasce per sviluppare l’azione, dove l’Atalanta ha tanta qualità in progressione palla al piede con giocatori come Zappacosta e Bellanova, che in fase offensiva, e soprattutto in transizione offensiva, sono un valore aggiunto, ma ne parleremo più avanti.
Scopo della fase di costruzione
L’Atalanta di Sarri non è però quel tipo di squadra che forza la giocata. Anzi, se gli spazi sono chiusi, torna indietro da Carnesecchi per cambiare lato o sfruttare la densità creata sulla fascia per cercare con un passaggio lungo la punta, visto il centrocampo scoperto.
Creazione del corridoio centrale per servire la punta
Sovraccarico di un lato per aprire il corridoio centrale per servire direttamente la punta
L’Atalanta ha quindi una idea precisa di come costruire l’azione, è però allo stesso tempo possibile evidenziare alcuni problemi:
Ritmo lento:
Il ritmo in costruzione è decisamente lento. Questo permette alla squadra avversaria di intervenire subito e pressare i giocatori nerazzurri chiudendogli ogni possibilità di uscita.
Capacità podali di Carnesecchi non all’altezza:
Seppure sia un portiere straordinario e dai grandi colpi, le capacità podali di Carnesecchi non sono eccelse. Questo risulta essere un problema nel momento in cui ricopre un ruolo decisivo per passare la prima pressione avversaria per arrivare diretti sulla punta, in quanto può capitare i passaggi non siano puliti. Ciò può quindi mettere in difficoltà nel ricevimento del passaggio e nella lettura del passaggio.
| Statistica | Valore |
|---|---|
| Parate x 90 min | 77,8% |
| Uscite riuscite x 90 min | 100% |
| Salvataggi | 28 |
| Goal evitati | 2,52 |
| Tocchi x 90 min | 45,5 |
| Passaggi completati % | 69,3% |
| Passaggi corti completati % | 91% |
| Passaggi lunghi completati % | 39,2% |
| Palle recuperate x 90 min | 7,2 |
Statistiche di Carnesecchi: evidenziano le qualità in porta, ma meno nel gioco con i piedi
Fonte: Data MB
Fase di sviluppo dell’Atalanta: come si sovraccarica un lato per aprire quello opposto?
Come abbiamo visto, la prima soluzione in costruzione è passare per i terzini, così da sfruttare le loro capacità in progressione. Arrivata la palla al terzino, si cerca di offrire lui diverse opzioni di passaggio per poter poi far salire la squadra tramite dei movimenti a venire incontro.
Più precisamente, le opzioni di passaggio sono tre:
Esterno di parte: si abbassa sulla fascia
Centrocampista di parte: si posiziona nel mezzo spazio tra il terzino e l’esterno, formando così un triangolo per eventualmente sviluppare l’azione grazie al terzo uomo
Centrocampista opposto: si posiziona in linea con il terzino, così da fornire una soluzione in orizzontale, permettendo così anche cambi di gioco repentini e precisi grazie alla qualità nei passaggi del centrocampo della dea.
Arrivata palla sull’esterno, al terzino vengono offerte diverse soluzioni di passaggio
In questo contesto, molto importante è anche il posizionamento degli esterni.
Qualora, infatti, si riuscisse a costruire l’azione sull’esterno con il terzino, si distinguono due diverse soluzioni:
La pressione avversaria tarda:
Questa è la soluzione ideale per i terzini dell’Atalanta. Grazie alla loro velocità e capacità in progressione, potranno, infatti, procedere fin da subito a prendere campo, avanzando verso la metà campo avversaria.
La pressione avversaria viene fatta con i movimenti giusti:
In questo caso, a meno che la pressione non coinvolga anche il centrocampista, il terzino ricerca quest’ultimo come soluzione per un passaggio, così che questo possa cambiare lato per aprire sul terzino opposto e sfruttare il campo aperto qui lasciato per far progredire l’azione.
Si arriva quindi al posizionamento degli esterni. Questi si posizionano moto laghi per liberarsi della pressione, ma anche per accogliere la progressione dei terzini, che compiono un movimento a rientrare, sovrapponendosi internamente con l’obiettivo di giungere sulla trequarti, in una posizione avanzata al fianco di Krstović e De Ketelaere.
Effettuata la sovrapposizione interna, è molto interessante come il terzino non rimane a disposizione dell’esterno ma si allontana completando il movimento.
Questo perché l’Atalanta, soprattutto con Rowe, si avvale di esterni rapidi e abili nell’1v1, che quindi hanno bisogno di campo davanti per completare il dribbling e portare superiorità numerica in avanti.
Posizionamento avanzato del terzino
Esterno largo per permettere la sovrapposizione interna del terzino
Movimento del terzino ad occupare la trequarti
Isolamento dell’esterno per sfruttare le qualità nell’1v1
Altrettanto interessante è il ruolo di De Ketelaere durante questa fase del gioco. Spesso il belga si abbassa a fornire supporto e muovere la pressione avversaria.
Lo scopo, infatti, non è tanto quello di essere una soluzione in più durante lo sviluppo dell’azione, ma piuttosto di sovraccaricare un lato del campo per svuotare il lato opposto. Con il movimento di De Ketelaere e il sovraccarico in questa zona di campo, si tenta subito di aprire sull’altro lato, costringendo gli avversari a recuperare le distanze perse.
Arrivati sul lato opposto, lo scopo è di risalire il campo tramite una combinazione col terzo uomo, che sarebbe l’esterno di parte, passando per il centrocampista, sfruttando la superiorità numerica.
Il trequartista si decentra per creare densità
Lo scopo di sovraccaricare un lato è svuotare quello opposto
Combinazione con il terzo uomo
Fase di rifinitura dell’Atalanta: quanto importanti sono i trequartisti per Sarri?
Giunta palla sulla trequarti, come si è già precedentemente analizzato, si tenta di aprire sull’esterno alto, il quale può sia rientrare che mettere palloni in mezzo.
Apertura sull’esterno alto
Taglio interno dell’esterno
Interessanti sono inoltre i movimenti Krstović e De Ketelaere, i quali non rimangono fissi in zona centrale come riferimenti, ma sono molto mobili. Svariano per tutto il fronte offensivo, combinando i loro movimenti per offrire più soluzioni ai compagni, dall’appoggio alla soluzione in profondità.
De Ketelaere e Krstović compiono continuamente movimenti combinati
Quando l’azione invece è più ragionata, fondamentale è il movimento sulla trequarti.
Abbiamo già osservato come i movimenti in questa zona di campo siano molto importanti per rifinire l’azione con la qualità richiesta da Sarri. I quattro davanti si scambiano, infatti, spesso posizione, non dando alcun tipo di riferimento ai propri marcatori, o procedono invece a liberare spazi per i compagni passandosi la palla a vicenda e legando il gioco.
Allo stesso tempo, a questo fine, è molto importante il supporto dei terzini, utili ad allargare le maglie avversarie e a fornirsi come una soluzione di passaggio, attirando così anche la pressione facilitando i movimenti dei trequartisti alle spalle dei difensori. Liberato lo spazio grazie al terzino, il movimento dell’attaccante può essere premiato e servito.
Movimenti combinati dei giocatori avanzati
Supporto del terzino per eludere la pressione e aprire spazi
Liberato lo spazio, il terzino può premiare il movimento in profondità dei trequartisti
Fase di finalizzazione dell’Atalanta: cross, triangolazioni e attacco alla profondità
Come abbiamo visto, le soluzioni per attaccare la difesa avversaria sono molteplici, ma soprattutto sono imprevedibili per certi versi, vista la grande capacità richiesta sulla trequarti da Sarri di scambiarsi le posizioni, compiere movimenti a liberare, di far girare il pallone, e molto altro, tra cui anche supportare l’azione, soprattutto da parte dei terzini e dei centrocampisti tramite inserimenti.
Ci sono quindi diverse soluzioni:
Palloni in mezzo:
Giunti sul fondo, l’obiettivo è tentare di metterla in mezzo, anche attendendo l’attacco in profondità dei compagni, soprattutto del centravanti.
I centravanti dell’Atalanta, infatti, oltre ad essere molto bravi nella gestione della palla e ad associarsi con i compagni, sono anche molto bravi nell’attacco alla profondità e alla mini profondità.
Arrivato sul fondo una soluzione è cercare il pallone in mezzo
Triangolazioni:
Qualora non fosse possibile crossare in mezzo, perché il giocatore della dea è stato chiuso sul fondo, a suo supporto viene sempre il centrocampista di parte, così da offrire una alternativa e effettuare una triangolazione per eludere la marcatura avversaria e tagliare verso l’interno.
Supporto del centrocampista per creare spazi in profondità
Attacco alla profondità nella fascia centrale di campo:
Una delle soluzioni è anche l’attacco alla profondità dei centrocampisti. Si tratta di una azione che capita soprattutto quando c’è campo davanti, con l’attaccante che va a premiare l’inserimento del centrocampista.
Transizione offensiva dell’Atalanta: perché le ripartenze sono così pericolose
L’Atalanta è una squadra che fa della transizione offensiva una delle armi più pericolose. Le caratteristiche stesse dei giocatori, soprattutto sulle fasce, della dea lo permettono e quindi le sfruttano, anche con qualità.
Recuperata palla, l’Atalanta punta infatti subito la ripartenza, attaccando la profondità con scambi veloci, sfruttando l’abilità nello stretto sulla trequarti e gli inserimenti dei centrocampisti, soprattutto per chiudere l’azione.
Recuperata palla, i giocatori dell’Atalanta attaccano subito la profondità
Posizionamento del trequartista a supporto della squadra
Una soluzione in questa fase è anche l’inserimento del centrocampista
Eventualmente, a seconda della situazione, anche sfruttare la velocità degli esterni, in particolare dei terzini Bellanova e Zappacosta, per giungere poi sul fondo per mettere palloni in mezzo.
In transizione, gli esterni sono una soluzione
Combinato sull’esterno, l’obiettivo è arrivare sul fondo per mettere palloni in mezzo
Fase di non possesso
Fase difensiva dell’Atalanta di Sarri: il 4-5-1 e la marcatura mista
In fase difensiva, l’Atalanta di Maurizio Sarri assume un assetto molto dinamico. Di fatto, sarebbe un 4-5-1 con gli esterni e il trequartista pronti a lasciare la loro posizione per formare una prima linea di pressione assieme alla punta.
In particolare, De Ketelaere, che viene messo a pressare a uomo il playmaker avversario, non ha una posizione ben precisa, poiché la marcatura è molto stretta.
Il trequartista pressa stretto a uomo il playmaker avversario
Questo fa sì che sia difficile individuare un vero e proprio sistema difensivo di base con cui la squadra si a posizionare proprio perché oscilla tra un 4-5-1, che viste comunque le considerazioni che tra poco faremo, si può definire come il modulo di partenza durante questa fase, ed un 4-3-3.
In fase difensiva, il modulo base è un 4-5-1
In base alla situazione, il 4-5-1 può diventare un 4-3-3
Andando maggiormente nello specifico, Sarri, nel pensare ai principi su cui basare la fase difensiva dell’Atalanta, si è in parte discostato da ciò che da sempre proposto. Come detto, la fase difensiva, esattamente come quella offensiva, prevede degli spostamenti da parte degli interpreti per assolvere alle proprie funzioni, oltre che, ed è qui che troviamo la più grande differenza, un riferimento misto in marcatura.
A seconda del ruolo, e quindi della porzione di campo, in cui l’interprete si va a trovare, differiscono i compiti affidatigli dall’allenatore napoletano:
Terzini:
I terzini di base hanno un riferimento a zona, li troviamo infatti in linea con i difensori centrali, ma è a loro, e non al centrocampista di parte, affidato il compito di uscire in pressione quando la palla arriva sull’esterno avversario di parte.
Di fatto, è come se tutta la fascia, fino a centrocampo, sia la loro zona di competenza, dove applicano una marcatura a uomo molto aggressiva, qualora la palla arrivi in questa zona.
Non è infatti raro vedere i due terzini uscire prepotentemente in pressione e anticipare anche il passaggio al giocatore avversario.
Fondamentale, in questa fase, diventa quindi la loro capacità di leggere correttamente l’azione, vista la grande porzione di campo da coprire. I terzini devono essere bravi a predire eventuali azioni avversarie e aperture verso l’esterno, per poter così partire in pressione per tempo e chiudere gli spazi o addirittura rubare palla in anticipo.
Il terzino esce alto e forte sull’esterno avversario
I terzini escono molto aggressivi sul passaggio sull’esterno, cercando anche l’anticipo quando possibile
Esterni alti:
Di norma, gli esterni alti hanno come riferimento la zona affianco ai centrocampisti, con però il compito di uscire in pressione, anche anticipatamente, quando il pallone passa tra i piedi del difensore avversario di parte.
Gli attaccanti supportano la fase difensiva
Gli esterni hanno anche il compito di uscire alto in pressione
Questo aiuta a spiegare anche perché ai terzini è richiesto di andare a pressare alto fino alla linea di metà campo, proprio per coprire lo spazio lasciato dagli esterni, che a loro volta vanno alti in pressione.
Questo però è anche propiziatorio al recupero del pallone da parte dei terzini e allo sfruttamento delle loro capacità in progressione, permettendo all’Atalanta di poter ripartire e attaccare velocemente in transizione offensiva gli avversari.
Centrocampisti centrali:
Le funzioni dei centrocampisti centrali in questa fase sono una diretta conseguenza di quelle dei terzini.
Il loro riferimento sarebbe principalmente a zona, con il compito di presidiare la zona centrale del campo, creando densità. Qualora, però, il terzino si dovesse trovare nella situazione di uscire sull’esterno avversario, che sta ricevendo palla quindi nella sua zona, la zona di riferimento del centrocampista diventa anche quella a fianco al difensore centrale, prima occupata dal terzino appunto.
Questo comporta che, se eventualmente un giocatore avversario dovesse attaccare quella zona di campo, è compito del centrocampista di parte seguirlo, passando ad un riferimento a uomo.
Uscito il terzino in pressione, il centrocampista deve coprire eventuali tagli nello spazio lasciato libero
Difensori centrali:
I difensori centrali attuano una marcatura a uomo sulla o sulle punte.
Trequartista centrale:
Il trequartista centrale attua una marcatura a uomo sul play avversario.
Primo pressing dell’Atalanta: marcatura a uomo sui difensori avversari
In prima pressione, l’Atalanta attua una marcatura mista con i giocatori avanzati, che attuano una pressione a uomo molto aggressiva sulla difesa avversaria e con i centrocampisti che si preoccupano di mantenere la zona e chiudere eventuali linee di passaggio.
In questo contesto, però, Krstović gode di una certa libertà nel lasciare la propria posizione avanzata per aggredire il portatore palla, se nella sua zona (intorno alla trequarti), con il centrocampista di parte che va a coprire eventuali di passaggio verso il centro.
L’attaccante si stacca e pressa a uomo il portatore con il supporto del centrocampista
Riferimenti in prima pressione
Parlando in maniera più specifica dei giocatori avanzati:
Il trequartista va a pressare a uomo il vertice basso avversario
Gli esterni vanno a prendere il terzino o difensore centrale sulla fascia
La punta pressa il centrale difensivo avversario più vicino al portatore palla
Eventualmente a questi si aggiunge un centrocampista centrale, che va a uomo sul centrale avversario di parte.
Marcature durante la prima pressione
Quando la palla si trova, poi, sull’esterno, l’esterno opposto della dea non sale in pressione, ma si unisce alla linea dei centrocampisti.
Riaggressione palla: come reagisce l’Atalanta dopo la perdita del pallone
Se il possesso viene perso, la riaggressione è immediata da parte di tutti gli uomini prossimi alla zona di campo dove è avvenuta la perdita del pallone.
Densità in riaggressione palla
Da una parte, questo garantisce un’alta percentuale di recupero palla, dall’altra, qualora non avvenisse, contribuisce a sporcare la manovra avversaria, affrettandone la giocata, il che a sua volta permette di propiziare un recupero palla più veloce, qualora gli avversari sbagliassero la giocata.
Sporcare l’azione è uno degli obiettivi della riaggressione una volta persa palla
Quali sono i principi di gioco dell’Atalanta di Maurizio Sarri 2026/2027?
Principi della fase di possesso:
Costruzione con un 3+2 con il classico coinvolgimento del portiere a cui si aggiunge il supporto dei terzini posizionati larghi nel mezzospazio
Sovraccarico di un lato del campo per liberare spazio sul lato opposto
Grande mobilità sulla trequarti con scambi di posizione per non dare riferimenti fissi ai marcatori
Rifinitura e finalizzazione imprevedibili: cross, triangolazioni e inserimenti dei centrocampisti come soluzioni alternative
Transizione offensiva come arma pericolosa, grazie alla velocità di esterni e terzini (es. Zappacosta, Bellanova)
Principi della fase di non possesso:
Sistema ibrido 4-5-1/4-3-3 con marcatura mista che varia in base al ruolo e alla situazione
Terzini aggressivi, in pressione fino a centrocampo, anche in anticipo sul passaggio avversario
Esterni alti che escono in pressione quando il pallone arriva al difensore avversario di parte in prima pressione
Primo pressing con marcatura mista molto aggressiva sui difensori avversari, per chiudere le linee di passaggio centrali
Riaggressione immediata dopo la perdita del possesso